IL BOSCO INCANTATO – THE ENCHANTED FOREST

In un mondo non molto lontano dal nostro c’era un paese dove tutti gli abitanti vivevano in armonia; la tranquilla vita degli animali e delle piante non veniva mai disturbata.
Qualche tempo prima di quando inizia la nostra storia dallo spazio arrivarono due potenti forze che sconvolsero la calma e la quiete di quel paese.
Eco e Logos, questi i nomi delle due forze, scatenarono una guerra tra di loro per il predominio sull’intero paese. Furono anni assai tristi e la guerra durò molto a lungo poiché nessuno dei due eserciti riusciva a dominare l’altro. Le due potenze sperperarono tutte le loro forze finché ad entrambe non restò altro da fare che abbandonare la lotta senza che ci fosse un vincitore.
Da quel giorno nessuno ha più visto gli eserciti combattere ed ora che un po’ di calma è tornata tutto ciò che resta di quel brutto periodo è la grande confusione provocata dalle leggi che le due potenze hanno imposto agli abitanti. Seguendo una strana regola di guerra, infatti, chi vinceva una battaglia aveva l’onore di stabilire una legge che tutti dovevano rispettare. Naturalmente il vincitore finale avrebbe potuto stabilire tutte le sue leggi, ma in questo caso, poiché un vincitore assoluto non c’era, il risultato era un insieme di leggi confusionali. In alcuni casi c’era poca libertà, a causa delle leggi di Eco, mentre in altri ne n’era troppa a causa delle leggi di Logos. Per capire meglio questa situazione basta andare nel bosco vicino al villaggio dove le leggi hanno fatto cambiare molte vecchie abitudini.
Per entrare nel bosco bisogna per forza attraversare il Passo dei due Lecci; infatti Eco, che non voleva danneggiare i confini del bosco, stabilì una legge secondo la quale tutti dovevano passare per una sola entrata. In origine si poteva passare ovunque mentre adesso chi tenta di passare da qualunque altra parte che non sia l’entrata dei Due Lecci viene respinto da forze misteriose. Questo è un esempio di come non si può sfuggire alle leggi di Eco e di Logos.
Quando ci si addenta nella folta e lussureggiante vegetazione del bosco, davanti agli occhi appare uno spettacolo d’incanto.
Uccellini d’oro che cantano, alberi dai frutti canditi, animali vestiti di stravaganti stoffe e tutto attorno la sensazione di essere in un gran bazar.
Tra le tante leggi che regolano la vita nel bosco ve n’è una, di Logos, secondo la quale tutto ciò che viene portato nel bosco deve restarci e niente può sfuggire a questa regola poiché è facilissimo controllare l’unica via di accesso; capita così che numerosi visitatori sono costretti a lasciare nel bosco tutto quello che si portano dietro per allietare le loro scampagnate.
A dire il vero nessuno si preoccupa, né si preoccupò a suo tempo, di queste strane leggi, ora tutti le conoscono e si sono abituati, alcuni addirittura le considerano delle invenzioni originali. Roando lo scoiattolo è uno di questi, infatti perde intere giornate a vestirsi con le più strane pezze raccolte qua e là; vuole essere diverso dagli altri scoiattoli e ci riesce davvero quando si mette addosso i vestiti fatti di quello strano materiale lucido e liscio che si trova dovunque.
Non tutti fanno caso alle stravaganze di Roando e degli altri personaggi come lui. Cino, il fungo porcino, è tra coloro che svolgono una mansione nella vita quotidiana del bosco. Cino fa il porta-notizie e corre sulle ife in lungo e in largo per il bosco. È molto simpatico e già dall’aspetto, con quel suo bel cappello rosso e il corpo rubicondo, appare d’animo buono e gentile. Ogni mattina Cino passa alla centrale dove raccoglie tutte le notizie utili alla vita del bosco. Non è da solo a fare questo lavoro, infatti prima di iniziare la corsa sulle ife, Cino trasmette le notizie alle sue due aiutanti: Galatina, che ha una gran parlantina, e Calocera, con la lingua come una suocera. Sono due funghi che non possono muoversi, ma riescono a comunicare con molta facilità e sono loro che aiutano Cino dando le notizie agli abitanti del sottobosco.
L’incontro con Calocera e Galatina è sempre molto interessante anche se a volte esagerano un po’ con le chiacchiere; quando si lasciano prendere dalla parlantina, aumentano così tanto le loro vibrazioni che fanno tremare tutte le ife. Appoggiando l’orecchio all’ifa più vicina, alcuni animali dall’udito fino possono sentire quello che si dicono anche a distanza di centinaia di metri.
Dopo aver riferito le ultime notizie e ascoltato alcuni pettegolezzi delle due aiutanti, Cino comincia il suo giro quotidiano; il fondo del suo corpo rubicondo sventola sull’ifa mentre il suo cappello rosso fiammante lo rende riconoscibile ovunque, e tutti si fanno da parte per lasciarlo passare.
Quando nel bosco qualcuno è in difficoltà e ha bisogno di aiuto Cino corre più veloce del solito per raggiungere in fretta la centrale e far suonare l’allarme; i primi che accorrono in aiuto sono i folletti volontari, che una volta facevano parte dell’esercito di Eco e che terminata la guerra hanno deciso di restare nel bosco a fare i soccorritori. Dopo di loro arriva sul posto il dottore che presta la sua opera nel caso qualcuno sia rimasto ferito.
Fortunatamente questi episodi accadono di rado, ma in ogni emergenza tutti sono pronti a fare il loro dovere.
Qualche volta Cino è costretto a fare gli straordinari e ciò succede quando un abitante del bosco sta poco bene e ha bisogno del medico; in quei casi Cino deve per forza andare a casa del dottore perché se suonasse l’allarme di soccorso metterebbe in subbuglio tutto il bosco.
Da qualche tempo questo dovere è diventato più faticoso per Cino a causa di una triste storia cominciata con gli scontri tra Eco e Logos.
Durante la guerra il dottore del bosco lavorò duramente e vide tante cose brutte; diventò triste e quando finì la guerra, e il suo lavoro diminuì, cominciò a bere fino ad ubriacarsi. Ora non è più capace di lavorare come prima, molti abitanti del bosco non hanno più fiducia in lui e preferiscono chiamare il dottore di paese. Questo fatto allunga di non poco il percorso di Cino.
Durante una delle solite mattinate d’autunno nel bosco tutto sembra calmo e tranquillo quando d’un tratto si sente un grido d’aiuto provenire dal fosso delle querce.
È Roando che si lamenta e non appena Cino capisce che qualcosa di grave è successo corre a suonare l’allarme di soccorso. Roando è caduto nel fosso e quando i folletti arrivano sul posto devono faticare non poco per tirare fuori lo sfortunato scoiattolo.
Mentre arriva il dottore del bosco, Roando viene sdraiato su una barella ai piedi della quercia; con le lacrime agli occhi racconta quello che gli è successo:

-stavo … sigh sigh … cercando qualcosa di bello …sigh sigh … volevo trovare cose nuove… sigh sigh … mi sono affacciato al fosso … sigh sigh … per vedere meglio … sigh sigh … poi, patapunfete a testa in giù! Ahi! Ahi! – sospira continuando a piagnucolare.
Il fosso dentro al quale è caduto è abbastanza profondo, lungo le pareti e sul fondo c’è tanta roba luccicante e si capisce benissimo quanto Roando ci tenesse a rovistare là in mezzo.
Per sua fortuna non si è rotto niente e le uniche conseguenze del ruzzolone sono un piccolo dolorino al braccio e tanta paura. Cadendo Roando ha urtato qualcosa con il braccio e ha sentito il dolore come per una puntura. Il dottore lo visita molto accuratamente poi prepara la cura che lo farà guarire da quel dolore.
Risolta la situazione nel migliore dei modi tutti tornano a casa contenti che il peggio sia stato evitato.
Passano solo alcuni giorni e Cino sente di nuovo parlare di Roando, quello scansafatiche si trova davvero nei guai ora; Galatina, infatti è venuta a sapere che il povero scoiattolo ha febbre alta ed è immobile a letto.

-È stato chiamato il dottore? – chiede Cino preoccupato.

-Certamente – risponde Galatina – ma la situazione è molto grave; pare che Roando, dopo il ruzzolone nel fosso delle querce, non abbia seguito la cura che il dottore gli aveva dato. Adesso ha un braccio tutto gonfio, rosso e duro! –
Galatina accompagna il suo racconto con ampi gesti per far capire meglio com’è ridotto il povero scoiattolo.
Cino, spinto dalla curiosità, oltre che dalla preoccupazione, decide di andare a trovarlo. Quando giunge a casa dello scoiattolo, però, il peggio è già accaduto; Roando è morto e attorno al suo letto si disperano gli amici che gli sono sempre stati vicino. Appena lo vede, il dottore gli si avvicina e, scansandolo dalla confusione, cerca di spiegargli come sono andate le cose.

-Vedi Cino, io ho tentato l’impossibile, ma quando sono arrivato era già in condizioni disperate. Ho cercato di fare qualcosa, ma queste sono malattie che vanno curate in tempo altrimenti non c’è nulla da fare. –
In quell’istante uno dei presenti, vestito di tutto punto come faceva Roando, si alza e urla contro il dottore.

-È lei che non è capace di guarire chi sta male. Lei è un buono a nulla! Non sa far altro che …-

Basta! – interrompe Cino rivolgendosi anche a tutti gli altri – sapete benissimo che è soprattutto colpa vostra se succedono queste cose. Dovete finirla con le vostre pagliacciate e smetterla di andare a rovistare qua e là per il bosco. Tutte queste chincaglierie che trovate sono il frutto della guerra, il risultato dell’odio e della cattiveria, non c’è da stupirsi che siano la causa di nuove malattie. Roando è morto e se non la smettete di andare a cercare guai come faceva lui, farete tutti la stessa fine! –

Sono passati diversi giorni da quella triste storia; qualcuno ha imparato la lezione e non si avvicina più alla roba abbandonata mentre altri continuano ancora a rovistare in giro, ma non vanno a rischiare nei punti pericolosi. La vita nel bosco ha così ripreso i suoi ritmi di sempre.
Un giorno, mentre corre svolazzando sull’ifa, all’improvviso Cino si imbatte in Rico il Lombrico; sta attraversando l’ifa ed impedisce a Cino di proseguire. Per fortuna nessuna notizia è urgentissima per cui Cino può tranquillamente aspettare che Rico finisca di attraversare.

-Caro Cino, mi dispiace farti aspettare, ma sai, da un po’ di tempo non mi sento molto bene e faccio fatica a stare sotto terra; non riesco più a mangiare come dovrei e per questo sto andando dal dottore a farmi guarire. –

-Tanti auguri Rico! Vedrai che troverai il rimedio e la prossima volta che ci incontreremo andrà già meglio! – così dicendo Cino riparte velocemente.
Anche quel giorno il suo lavoro finisce presto e non avendo altro da fare decide di passeggiare lungo le ife che portano sui sentieri più belli del bosco. Cammina fischiettando e guarda i raggi del sole che filtrano tra i rami. D’un tratto capitombola a testa in giù vicino all’ifa.
Mentre si rialza lentamente guardandosi attorno per capire cosa è stato vede sdraiato sull’ifa un altro lombrico.

-Allora oggi è proprio destino che io debba inciampare su di un lombrico! Dai muoviti di lì che me ne torno indietro! –
Il lombrico, però, non si muove e Cino sta per perdere la pazienza. Mentre gli si avvicina per ripetergli che deve spostarsi di lì si accorge che il lombrico è morto. Ormai non c’è più nulla che possa fare quindi decide di imboccare la prima ifa a destra ed intraprendere un’altra via di ritorno.
Lungo la strada capitano altri spiacevoli incontri come questo e prima di giungere a casa Cino ha visto più di dieci lombrichi morti; questo è un fatto piuttosto insolito per il bosco e Cino decide di andare a sentire cosa ne pensa il dottore.
Gli racconta per bene tutto quello che è successo nel bosco e quando finisce di parlare il volto del dottore si è fatto triste e malinconico.

-Purtroppo Cino noi possiamo fare ben poco; i lombrichi, e questo vale anche per Rico che ho appena visitato, si sono ammalati di Plastintasonomia Internea. Non si conoscono rimedi contro questa malattia, si sa solo che è molto rara perché si diffonde quando il terreno è pieno di agenti esterni. Poiché si sono ammalati così tanti lombrichi, c’è da pensare che il nostro bosco sia più ricco di agenti esterni che di terra! –
Sconsolato Cino fa ritorno a casa; nella sua mente ci sono tanti pensieri, ma una soluzione bisogna trovarla e Cino non si arrende. Il giorno dopo mentre porta le notizie agli abitanti del bosco guarda bene dappertutto e si accorge che la situazione non è così grave come poteva sembrare. Nel suo viaggio, infatti, non incontra neppure un lombrico morto.
Quando giunge nei pressi della Grande Quercia si ferma a riposare e a scambiare due chiacchiere con il vecchio albero.

-Caro Cino – racconta la quercia – qui le cose non vanno mica bene sai! E’ da un po’ di giorni che i rifornimenti alimentari diminuiscono ed io, come ben sai, ho bisogno di molto cibo per nutrire la mia folta chioma. –
Cino ascolta pazientemente le lamentele della quercia che è nota per essere una grande brontolona.
Poco dopo riparte per il suo viaggio e ben presto termina il giro quotidiano; sulla via del ritorno si ferma da Calocera e Galatina per conoscere le ultime novità. Purtroppo viene a sapere che molti alberi si stanno lamentando perché non hanno cibo a sufficienza.
Improvvisamente Cino comprende quello che sta succedendo nel bosco; i lombrichi malati non riescono più a lavorare e a produrre cibo per cui la terra si impoverisce, le piante hanno sempre meno cibo e ben presto si ammaleranno anche loro.
Ora che Cino ha capito in quale grosso guaio si trovano decide di fare una riunione con tutti gli abitanti del bosco per vedere se si può trovare una soluzione.

-Scappiamo tutti e cerchiamo un altro bosco dove possiamo continuare a vivere! – propone senza tanto riflettere lo scoiattolo Ciof.

-No – risponde l’Istrice – è meglio chiamare tanti lombrichi che prendano il posto di quelli malati. –

-Io non sono d’accordo – urla l’amico di Roando – prima dobbiamo sentire cosa dice il dottore di paese. Tutti sanno che il nostro non è bravo e può darsi che ci sia una cura per i lombrichi. –
In quel momento da dietro le orecchie della lepre, spuntano il faccione tondo e gli occhi vispi del gatto, dottore del paese; comincia a parlare molto lentamente per fare in modo che tutti capiscano bene ogni parola.

-Cari amici, la vostra situazione è molto grave; purtroppo non c’è rimedio contro la Plastintasonomia Internea e io non posso fare niente di più di quanto non abbia già fatto il vostro dottore. Alcuni lombrichi guariscono da soli, ma sono pochi e l’unica soluzione che vi resta è quella di togliere tutti gli agenti esterni che sono nel bosco e che provocano la malattia. –
Gli abitanti si guardano l’un l’altro increduli perché capiscono che questa soluzione è impossibile da realizzare; il bosco è talmente pieno di agenti esterni che per portarli fuori tutti ci vorrebbe un esercito di carriole.
Il nostro solito Cino, però, fa funzionare il cervello e in men che non si dica studia un piano per percorrere l’unica via di salvezza del bosco.
– Sentite – spiega agli altri – visto che l’unica soluzione è quella che ci ha detto il dottore, dobbiamo subito darci da fare; ognuno di noi porterà via gli agenti esterni che si trovano vicino alla sua casa. Non importa se raccoglierà poco o molto, siccome il bosco è abitato in ogni suo angolo quando ognuno farà il suo dovere ben presto lo avremo ripulito. –
Appena finito il discorso tutti approvano e si avviano verso casa per fare il proprio dovere; dietro alle loro spalle però si alza una voce; è l’amico di Roando che urla:

-Dove credete di andare? Cosa sperate di risolvere? Io conosco bene gli agenti esterni, so da dove vengono e so anche che è impossibile fermarli. Non è solo quello che viene lasciato in giro che rovina la nostra terra, andate a vedere il fiume che confina con il bosco, avrete una grande sorpresa! –
Senza aspettare un attimo gli abitanti del bosco si precipitano a vedere cosa c’è di tanto pericoloso nel fiume.
Appena ci arrivano si trovano di fronte ad uno spettacolo orrendo; l’acqua non è più trasparente, ma è diventata di tutti colori perché assieme ad essa scorrono tanti agenti esterni. Alcuni si fermano lungo la riva e si capisce bene come presto diventeranno parte degli agenti esterni che danneggiano il bosco. Ancora una volta e all’unisono gli abitanti si rivolgono a Cino per vedere se ha ancora una risposta pronta. In realtà Cino comincia ad essere scoraggiato perché sembra che ogni sforzo sia vano; ma questa volta in suo aiuto si propone il dottore del bosco.

-La soluzione è semplice amici. Ci faremo aiutare da Nutria, il Castoro. Costruirà una diga che fermerà gli agenti esterni e lascerà passare solo acqua pulita. –
Naturalmente sono tutti d’accordo, il dottore ha avuto una idea brillante ed ora può di nuovo essere considerato uno di loro. Quando la riunione si scioglie e ognuno è pronto a fare il suo dovere. Cino e il dottore del bosco partono alla ricerca di Nutria, che vive in disparte e non partecipa alla vita collettiva del bosco. All’epoca della guerra tra Eco e Logos litigò aspramente con gli abitanti del bosco e da quella volta non volle più saperne di vivere con loro; il motivo del litigio era che Nutria voleva unirsi con gli abitanti del paese per far fare la pace ai due eserciti nemici, mentre gli abitanti del bosco si preoccupavano solo salvare se stessi. Nutria restò molto deluso da quell’atteggiamento di indifferenza ed ora sarà molto difficile per Cino e il dottore convincerlo che il bosco ha bisogno di lui.
Quando giungono a casa del Castoro è già notte fonda e Nutria, gentile come sempre, li invita e entrare nella sua abitazione. Cino e il Dottore non si perdono in chiacchiere e gli spiegano subito la grave situazione ed il motivo della loro visita. Nutria rimane un po’ in silenzio poi comincia a parlare.

-In tanto tempo che sono stato qui da solo ho imparato molte cose; portando via tutti gli agenti esterni non risolverete niente perché altri agenti verranno portati nel bosco e sarà di nuovo la stessa storia. Bisogna eliminare le stupide leggi di Eco e di Logos e per far questo bisogna che le due forze si riappacificano. –

-Tu ha ragione, Nutria, ma questa non è una cosa molto facile. –

-È quello che pensate voi, in realtà basta far capire a Eco e Logos che possono tranquillamente mettersi d’accordo sulle leggi da far rispettare e se loro si uniscono stabiliranno un equilibrio che avrà il sopravvento eterno su tutti gli abitanti del mondo. –

-Ma dopo ci rovineranno! – esclama il Dottore che non riesce a trattenersi.

-No, questo non succederà. Eco e Logos sono due forze che devono esistere quindi è meglio averle entrambe come protettrici della natura che in guerra tra di loro. Ora che anche voi avere saputo come stanno le cose dovrete convincere anche gli abitanti del bosco e del paese: se volete che vi aiuti dovrete cercare di unire Eco e Logos. –
Cino e il Dottore restano senza fiato di fronte alla richiesta di Nutria: unire due grandi potenze non è impresa da tutti i giorni e richiede un grandissimo impegno. Tuttavia la situazione nel bosco è drammatica e non si può rinunciare a prezioso aiuto del Castoro. Per il bene del bosco non resta che accettare la proposta di Nutria e mentre il Castoro inizia a costruire la diga Cino e il Dottore fanno una riunione tra gli abitanti del paese e quelli del bosco per decidere come realizzare quell’incredibile progetto di unire le due forze.

-Non possiamo andare a stuzzicare il can che dorme! – urla un signore.

-Lasciamo che se la vedano tra di loro, non mettiamoci in mezzo! – ribadisce
un altro abitante del paese.

-Non vogliamo rischiare di scatenare di nuovo la guerra – protesta l’Istrice che si unisce al coro dei contrari al progetto del Castoro.

-Amici … Amici … Amici … – urla Cino cercando di farsi sentire da tutti.
Improvvisamente si fa silenzio e può continuare a parlare. – Non possiamo vivere seguendo queste leggi assurde e con la paura che la guerra possa ricominciare da un giorno all’altro. Dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per trovare la soluzione finale quindi votiamo per vedere cosa decide la maggioranza. Chi non è d’accordo far unire Eco e Logos alzi la mano. –
Nel silenzio assoluto il Dottore comincia a contare le mani alzate e quando finisce scrive il numero sul taccuino.
-Adesso chi è d’accordo per far fare la pace a Eco e Logos alzi la mano. –
Ancora una volta il Dottore conta le mani alzate e scrive il numero finale sul taccuino.
Dopo aver fatto i dovuti calcoli il Dottore proclama che la maggioranza degli abitanti ha votato a favore dell’unione delle due forze.
Ora che la decisione è stata presa bisogna formare un gruppo che si prenda la responsabilità di recarsi da Eco e Logos; vengono scelti i più coraggiosi e decisi tra gli abitanti del paese e del bosco e il mattino dopo partono per la missione. Nel cuore di ognuno c’è la speranza che al loro ritorno portino solo buone notizie.
I giorni scorrono e Nutria lavora alla diga mentre gli abitanti del bosco continuano a raccogliere gli agenti esterni vicini alle loro case. Ciò che si raccoglie viene portato in mezzo alla radura più spaziosa del bosco dove si sta formando una montagna di roba luccicante. L’amico di Roando viene spogliato di tutti i suoi averi e come lui tutti quelli che usano gli agenti esterni per i loro comodi lussi. Il Dottore del bosco e quello di paese lavorano insieme e con le loro cure riescono a guarire i lombrichi.
Il bosco torna ad avere il suo aspetto naturale, la diga di Nutria è in funzione e alcuni gruppi di abitanti devono ogni tanto andare a raccogliere la roba che vi si ferma contro. L’acqua dall’altra parte torna a scorrere chiara e trasparente come prima.
Questi sono solo i primi passi verso la soluzione del problema perché se le leggi non cambieranno tutto tornerà nel disordine. Ognuno però è convinto che il gruppo per l’unione di Eco e di Logos saprà fare l’altro decisivo passo e così finalmente ci saranno leggi giuste e armoniose.
Sono passati cinque giorni da quando la spedizione è partita e nel bosco la raccolta di agenti esterni è finita; alla diga non si ferma più niente contro le canne di Nutria e la montagna di roba luccicante ha finito di crescere. Verrà bruciata durante la grande festa che gli abitanti hanno organizzato come auspicio per la fine dell’invasione degli agenti esterni.
Finalmente la sera della festa arriva e mentre la montagna di roba arde illuminando la radura, attorno ad essa gli abitanti del bosco e del paese ballano e cantano allegramente.
Proprio quando nessuno se lo aspetta dal bosco sopraggiungono i componenti della missione di pace; la curiosità di sapere quello che è successo fa tacere di colpo ogni musica ed ogni parola.

-Eco e Logos hanno discusso per giorni e notti e alla fine hanno deciso di allearsi per stabilire le leggi che proteggono la natura. Ora il problema della guerra è risolto perché hanno firmato la pace per sempre! –

-Urrah! Urrah! –

THE ENCHANTED FOREST

In a world not far from ours there was a country where all the inhabitants lived in harmony; the peaceful life of animals and plants was never disturbed.

Sometime before our story began two powerful forces that upset the calm and tranquillity of that country came from space.

Eco and Logos, these are the names of the two forces, triggered a war between them for dominance over the entire country. They were very sad years and the war lasted a long time because neither of the two armies could dominate the other. The two powers squandered all their strength until there was nothing left for them to do but abandon the struggle without a winner.

From that day nobody has seen the armies fight and now that a little calm has returned all that remains of that ugly period is the great confusion provoked by the laws that the two powers imposed on the inhabitants. In fact, following a strange rule of war, whoever won a battle had the honour of establishing a law that everyone had to respect. Of course, the final winner could have established all his laws, but in this case, since there was no absolute winner, the result was a set of confusing laws. In some cases, there was little freedom, due to the laws of Echo, while in others there was too much because of the laws of Logos. To understand this situation better, it is enough to go into the woods near the village where the laws have changed many old habits.

To enter the woods, one must necessarily cross the Passo dei due Lecci; in fact, Eco, who did not want to damage the boundaries of the forest, established a law according to which all had to pass through only one entry. Originally it was possible to pass anywhere while now those who try to pass by any other part than the entrance of the Two Holm oaks is repelled by mysterious forces. This is an example of how one cannot escape the laws of Echo and Logos.

When you venture into the thick and luxuriant vegetation of the forest, an enchanting spectacle appears before your eyes.

Golden birds singing, trees with candied fruits, animals dressed in extravagant fabrics and all around the feeling of being in a grand bazaar.

Among the many laws that regulate life in the forest there is one, by Logos, according to which everything that is brought into the forest must remain there and nothing can escape this rule because it is very easy to control the only access route; so it happens that many visitors are forced to leave behind everything they carry into the woods to enjoy their picnics.

To tell the truth, nobody worries, nor worried at the time, about these strange laws, now everyone knows them and has become used to them, some even consider them original inventions. Roando the squirrel is one of these, in fact he wastes whole days dressing himself with the strangest remnants gathered here and there; he wants to be different from the other squirrels and he really succeeds when he puts on clothes made of that strange shiny and smooth material that is found everywhere.

Not everyone pays attention to Roando’s extravagances and other characters like him. Cino, the porcino mushroom, is among those who perform a job in the daily life of the forest. Cino acts as the news carrier and runs on the hyphae far and wide through the woods. He is very pleasant and already, with his beautiful red hat and ruddy body, he looks good and kind. Every morning Cino goes to the central where he collects all the useful information for the life of the forest. He is not alone in doing this job, in fact before starting the race on the hyphae, Cino transmits the news to his two helpers: Galatina, who is a great chatterbox, and Calocera, with a tongue like a mother-in-law. They are two mushrooms that cannot move, but they can communicate very easily and it is they who help Cino spread the news to the inhabitants of the undergrowth.

The encounter with Calocera and Galatina is always very interesting, even if they sometimes exaggerate a bit; when they let themselves be overtaken by the chatter, their vibrations increase so much that they make all the hyphae tremble. By putting an ear up to the nearest hypha, some animals can hear what they say even  hundreds of meters away.

After having reported the latest news and heard some gossip from the two helpers, Cino begins his daily tour; the bottom of his ruddy body flies over the hyphae while his flaming red hat makes him recognizable everywhere, and everyone steps aside to let him pass.

When someone is in trouble in the woods and needs help Cino runs faster than usual to reach the station quickly and sound the alarm; the first to rush to aid are the voluntary elves, who were once part of the Eco army and who, after the war, decided to stay in the woods to help rescuers. After them, the doctor arrives and  gives assistance if someone is injured.

Fortunately these episodes rarely happen, but in every emergency everyone is ready to do their duty.

Sometimes Cino is forced to work overtime and this happens when a forest dweller is unwell and needs a doctor; in those cases Cino must necessarily go to the doctor’s house because if the distress alarm sounded, he would put the whole forest in turmoil.

For some time this duty has become more difficult for Cino because of a sad story that began with the clashes between Eco and Logos.

During the war the forest doctor worked hard and saw so many bad things; he became sad and when the war ended, and his work diminished, he began to drink until he got drunk. Now he is no longer able to work as before, many inhabitants of the forest no longer trust him and prefer to call the country doctor. This fact lengthens not a little the path of Cino.

During one of the usual autumn mornings in the woods everything seems calm and tranquil when suddenly a cry for help is heard coming from the ditch of the oaks.

It is Roando who is complaining and as soon as Cino realizes that something serious has happened he runs to sound the distress alarm. Roando had fallen into the ditch and when the elves arrive at the place they have to work hard to pull out the unfortunate squirrel.

When the forest doctor arrives, Roando is lying on a stretcher at the foot of the oak; with tears in his eyes he tells what happened to him:

– I was … sigh sigh … looking for something beautiful … sigh sigh … I wanted to find new things … sigh sigh … I looked out on to the ditch … sigh sigh … to see better … sigh sigh … then, patapumfete upside down! Ouch! Ouch! – sighs, continuing to whimper.

          The ditch into which he had fallen is quite deep, along the sides and on the bottom, there is so much shimmering stuff and it is easy to understand how much Roando wanted to rummage in the midst.

Luckily for him nothing was broken and the only consequences of the tumble are a little pain in the arm and so much fear. Falling Roando hit something with his arm and felt a pain like a sting. The doctor examines him very carefully then prepares the medicine that will cure him of that pain.

Once the situation has been solved in the best way, everyone returns home happy that the worst has been avoided.

Only a few days pass and Cino hears Roando again, the slacker is really in trouble now; Galatina, in fact, has come  to know that the poor squirrel has a high fever and is motionless in bed.

– Has the doctor been called? – asks Cino worried.

– Certainly – answers Galatina – but the situation is very serious; it seems that Roando, after the tumble in the ditch of the oaks, did not follow the cure that the doctor had given him. Now he has a hard red and swollen arm! –

Galatina accompanies the story with ample gestures to make him understand better how the poor squirrel is in a bad way.

Cino, driven by curiosity, as well as by concern, decides to visit him. When he arrives at the squirrel’s house, however, the worst has already happened; Roando is dead and around his bed the friends who have always been close to him are desperate. As soon as he sees it, the doctor approaches him and, avoiding the confusion, tries to explain to him how things went.

  • – See Cino, I tried the impossible, but when I arrived, he was already in a desperate condition. I tried to do something, but these are diseases that need to be treated in time otherwise there is nothing to do. –

In that instant one of those present, fully dressed as Roando used to , gets up and shouts at the doctor.

– It is he who is not able to heal those who are sick. You are good for nothing! All he can do is …-

– That’s enough! – interrupts Cino also turning to all the others – you know very well that it is above all your fault that these things happen. You have to finish it with your antics and stop going rummaging around in the woods. All these trinkets you find are the fruit of war, the result of hatred and malice, it is not surprising that they are the cause of new diseases. Roando is dead and if you don’t stop looking for trouble like he did, you will all end up the same! –

Several days have passed since that sad story; someone has learned his lesson and is no longer close to the abandoned stuff while others continue to rummage around, but they do not risk the dangerous spots. Life in the forest has thus resumed its usual rhythms.

One day, while running fluttering on the hyphae, Cino suddenly encounters Rico the Earthworm; he is going through the hyphae and prevents Cino from continuing. Fortunately, no news is urgent so Cino can safely wait for Rico to finish crossing.

– Dear Cino, I am sorry to make you wait, but you know, I haven’t felt very well for some time and I find it hard to stay underground; I can no longer eat as I should and for this, I am going to the doctor to make me recover. –

– Best wishes Rico! You will see that you will find the remedy and the next time we meet it will be better already! – so saying Cino starts again quickly.

Again that day his work ends early and, having nothing else to do, he decides to walk along the hyphae that lead to the most beautiful paths in the woods. He walks whistling and watches the sun’s rays seep through the branches, suddenly tumbling upside down near the hyphae.

While getting up slowly and looking around to see what it was, he sees another worm lying on the hyphae.

– Then today it is really destiny that I should stumble on an earthworm! Come on, move from there, I’ll go back! –

The earthworm, however, does not move and Cino is about to lose patience. As he approaches him to tell him he has to move from there he realizes that the earthworm is dead. Now there is nothing more he can do so he decides to take the first hyphae on the right and take another way back.

Along the way other unpleasant encounters like this happen and before reaching home Cino has seen more than ten dead earthworms; this is a rather unusual fact for the forest and Cino decides to go and hear what the doctor thinks.

He explains well what happened in the woods and when he stops talking the doctor’s face has become sad and melancholy.

– Unfortunately, Cino we can do very little; earthworms, and this also applies to Rico who I just examined, became ill with Plastintasonomia Internea. There are no known remedies against this disease, we only know that it is very rare because it spreads when the soil is full of external agents. Since so many earthworms have fallen ill, we must think that our wood is richer in external agents than earth! –

Dejected Cino returns home; in his mind there are so many thoughts, but a solution must be found and Cino does not give up. The next day as he brings the news to the inhabitants of the forest he looks everywhere thoroughly  and realizes that the situation is not as serious as it might have seemed. In fact, on his journey he does not even encounter one dead earthworm.

When he arrives near the Great Oak he stops to rest and to chat with the old tree.

– Dear Cino – says the oak – things aren’t going right here you know! Food supplies have been decreasing for a few days and I, as you know, need a lot of food to feed my thick hair. –

Cino patiently listens to the complaints of the oak who is known to be a great grumbler.

Shortly thereafter he left for his journey and soon ended the daily tour; on the way back, he stops at Calocera and Galatina to learn the latest news. Unfortunately, he learns that many trees are complaining because they don’t have enough food.

Suddenly Cino understands what is happening in the woods; sick earthworms are no longer able to work and produce food for which the earth is impoverished, plants have less and less food and soon they too will get sick.

Now that Cino has understood in what  big trouble they are, he decides to hold a meeting with all the inhabitants of the forest to see if a solution can be found.

– We all run away and look for another forest where we can continue to live! – proposes the Ciof squirrel without much reflection.

– No – replies the Porcupine – it is better to call many worms to take the place of those sick. –

– I do not agree – Roando’s friend shouts – first we need to hear what the village doctor says. Everyone knows that ours is not good and it may be that there is a cure for earthworms. –

At that moment the round face and the lively eyes of the cat, doctor of the village, appear from behind the hare’s ears; he starts talking very slowly to make sure everyone understands every word.

– Dear friends, your situation is very serious; unfortunately, there is no remedy for Plastintasonomia Internea and I can do nothing more than your doctor has already done. Some earthworms heal on their own, but they are few and the only solution that remains is to remove all the external agents that are in the woods and that cause the disease. –

The inhabitants look at each other in disbelief because they understand that this solution is impossible to achieve; the forest is so full of external agents that it would take an army of wheelbarrows to take them all out.

Our usual Cino, however, makes his brain work and in less than no time he studies a plan to cover the forest’s only way of salvation.

          – Listen – he explains to the others – since the only solution is the one the doctor told us, we have to get busy right away; each of us will take away the external agents which are near his home. It doesn’t matter if you pick up a little or a lot, since the forest is inhabited in every corner. When everyone does their duty, we will soon have cleaned it up. –

As soon as the speech is over, everyone approves and goes home to do his duty; behind them, however, a voice rises; it’s Roando’s friend who screams:

– Where do you think you’re going? What are you hoping to solve? I know external agents well; I know where they come from and I also know that it is impossible to stop them. It is not just what is left lying around that ruins our land, go and see the river that borders the forest, you will have a great surprise! –

Without waiting for a moment, the inhabitants of the forest rush to see what is so dangerous in the river.

As soon as they arrive, they find themselves facing a horrendous spectacle; the water is no longer transparent, but has become of all colours because together with it flow many external agents. Some wash up along the shore and it is easy to understand how they will soon become part of the external agents that damage the forest. Once again and in unison the inhabitants turn to Cino to see if he again has a ready answer. In reality, Cino begins to be discouraged because it seems that every effort is in vain; but this time the doctor of the forest proposes to help him.

– The solution is simple friends. We will be helped by Nutria, the Beaver. He will build a dam that will stop the external agents and leave only clean water. –

Of course, they all agree, the doctor has had a brilliant idea and now he can again be considered one of them. When the meeting dissolves everyone is ready to do their duty. Cino and the doctor of the forest set off in search of Nutria, who lives on the outskirts and does not participate in the collective life of the forest. At the time of the war between Eco and Logos he quarrelled bitterly with the inhabitants of the forest and from that time he hasn’t wanted to know about living with them; the reason for the quarrel was that Nutria wanted to unite with the inhabitants of the village and convince the two enemy armies to make peace, while the inhabitants of the forest were only concerned about saving themselves. Nutria was very disappointed by that attitude of indifference and now it will be very difficult for Cino and the doctor to convince him that the forest needs him.

When they arrive at the home of the Beaver it is already deep into the night and Nutria, gentle as always, invites them to enter his home. Cino and the Doctor do not waste time in chatter and immediately explain to him the serious situation and the reason for their visit. Nutria remains silent for a while then begins to talk.

– In as long as I’ve been here alone I’ve learned a lot; taking away all the external agents you will not solve anything because other agents will be brought into the forest and it will be the same story again. We must eliminate the stupid laws of Echo and Logos and to do this we need the two forces to reconcile. –

– You are right, Nutria, but this is not a very easy thing. –

– That is what you think, in reality it is enough to make Eco and Logos understand that they can easily agree on the laws to be respected and if they join together, they will establish a balance that will have the eternal upper hand over all the inhabitants of the world. –

– But then they’ll ruin us! – the Doctor, who can’t hold back, exclaims.

– No, this won’t happen. Eco and Logos are two forces that must exist, so it is better to have them both as protectors of nature than at war with each other. Now that you too have come to know how things are, you will also have to convince the inhabitants of the forest and the country: if you want me to help you, you will have to try to unite Eco and Logos. –

Cino and the Doctor are left speechless at the request of Nutria: uniting two great powers is not an everyday undertaking and requires a great deal of commitment. However, the situation in the woods is dramatic and the Beaver’s  precious help cannot be given up on. For the sake of the forest, all that remains is to accept Nutria’s proposal and while the Beaver begins to build the dam Cino and the Doctor hold a meeting between the inhabitants of the village and those of the forest to decide how to carry out the incredible project of uniting the two Forces.

– We can’t go and wake the sleeping dog! – screams a gentleman.

– Let them see each other, let’s not get in the way! – reiterates

another inhabitant of the country.

– We do not want to risk triggering the war again – protests the Porcupine who joins the chorus of those opposed to the Beaver project.

– Friends … Friends … Friends … – Cino shouts trying to make himself heard by everyone.

Suddenly there is silence and he can continue talking. – We cannot live by following these absurd laws and with the fear that the war can start again from one day to another. We must do everything in our power to find the final solution so we vote to see what the majority decides. Anyone who does not agree to unite Eco and Logos raise your hand. –

In absolute silence the Doctor begins to count the hands raised and when he finishes, he writes the number in the notebook.

– Now those who agree to let Eco and Logos make peace raise your hand. –

Once again, the Doctor counts the hands up and writes the final number in the notebook.

After making the necessary calculations, the Doctor proclaims that the majority of the inhabitants voted in favour of the union of the two forces.

Now that the decision has been made it is necessary to form a group that will take responsibility for going to Eco and Logos; the bravest and most decided among the inhabitants of the village and the forest are chosen and the next morning they leave for the mission. In the heart of everyone there is the hope that on their return they will bring only good news.

The days go by and Nutria works at the dam while the inhabitants of the forest continue to collect external agents close to their homes. What is collected is brought into the middle of the most spacious forest clearing where a mountain of shiny stuff is forming. Roando’s friend is stripped of all his possessions and like him all those who use external agents for their comfortable luxuries. The Doctor of the forest and that of the village work together and with their care they are able to heal the earthworms.

The wood returns to having its natural appearance, the Nutria dam is in operation and some groups of inhabitants must occasionally go to collect the stuff that stops there. The water on the other side flows again as clear and transparent as before.

These are only the first steps towards solving the problem because if the laws do not change everything will return to disorder. But everyone is convinced that the group for the union of Eco and Logos will take the other decisive step and so finally there will be just and harmonious laws.

Five days have passed since the expedition started and in the woods the collection of external agents is over; at the dam nothing more is caught up against Nutria’s barrels and the mountain of shiny stuff has finished growing. It will be burned during the big party that the inhabitants have organized as a hope for the end of the invasion of external agents.

Finally, the evening of the party arrives and while the mountain of stuff burns illuminating the clearing, around it the inhabitants of the wood and the country dance and sing happily.

Just when nobody is expecting it, the members of the peace mission arrive from the forest; the curiosity to know what has happened suddenly silences all music and every word.

– Eco and Logos have been discussing for days and nights and have finally decided to team up to establish laws that protect nature. Now the problem of war is solved because they have signed up to peace forever! –

– Hurray! Hurray! –

Le Eco Fiabe

Sono sette favole per sette diversi comandamenti di rispetto verso la natura.

  • Il bosco incantato Non seminare rifiuti
  • La nuvola d’oro Non inquinare l’aria
  • Le avventure di Rod Rispetta gli animali
  • La montagna salata Rispetta la montagna
  • Il tesoro della collina Rispetta il paesaggio
  • Il fantasma della palude Non abbandonare gli animali
  • Cicì e Ciciò Non inquinare l’acqua

The Eco Fairy Tale

Seven stories about seven commandments of nature respect.

  • The Enchanted Forest
  • Golden Cloud
  • Rod’s adventures
  • The salty mountain
  • The hill treasure
  • The swamp ghost
  • Cicì and Ciciò

La Goccia di Ilaria Gagliardini

Silvana è una bella signora di quarantacinque anni e lavora come infermiera del reparto psichiatrico nell’ospedale della sua città. Durante le calde giornate estive, quando si reca a spiaggia per rilassarsi, inaspettatamente subisce la sfrontata impertinenza dello sguardo di uno sconosciuto. Quegli scambi sotto il sole rovente riaccendono le corde della sua sessualità e Silvana è travolta da sferzanti sconvolgimenti emotivi. Dante è un ragazzone buono, ha qualche problema comportamentale e perciò fatica a controllare le sue reazioni. Le storie dei due protagonisti s’incrociano nell’ospedale dove lei lavora e dove lui viene ricoverato.  Dopo un’altra esperienza dolorosa,  per entrambi si conferma la regola della goccia che, come piccola differenza sia in più che in meno, altera uno stato di fatto modificando e stravolgendo lo stato delle cose .

La Bottega della Franca

Uno strano paese, una vecchia bottega e un’antica leggenda sono gli ingredienti di questa avventura onirica. Seguendo le sorti dei personaggi la storia si apre a uno scenario immaginario. Un mondo in cui il tempo sembra essersi fermato. Eppure i protagonisti non sono immersi nel passato e interagiscono con il presente. Il quadro complessivo è animato e alla fine doversi svegliare sarà quasi un dispiacere.