NESSUN NESSO – 4 –

La naturalezza con cui Vanessa affronta certi argomenti mi fa invidiare il suo stato di perfetto agio nella situazione. Io, al contrario, sono un condensato di agitazione e mi sento ridicola nei confronti di chi frequenta questi posti con la stessa facilità con cui io prendo un caffè. Non riesco a stare seduta e, mentre stiro i capelli tra le dita nel tentativo di darmi un contegno, mi sposto dal divano al davanzale. Guardo prima la porta e poi la melassa. L’ansia di quest’attesa mi fa credere ancor di più in un fallimento di quest’iniziativa di Vanessa.

La porta di fianco al divano si apre all’improvviso e la stessa signora di prima ci accompagna verso la porta dall’altra parte della stanza. Nessuno è uscito da lì e, ingenuamente, credo di essere la prima cliente del pomeriggio. Siamo nel luogo dove si ricevono i clienti, la porta sull’altro lato della stanza si chiude piano. Evidentemente fanno entrare i clienti da una stanza diversa da quella dalla quale sono fatti uscire.

Le luci sono soffuse, rilassanti, né troppo forti da infastidire, né troppo basse da doversi sforzare; l’arredamento è di mobili massicci e i tendaggi pesanti di color rosso scuro. La stanza è piena di suppellettili che potrebbero distrarre, invece mi rendo conto che inducono a concentrare l’attenzione su di lei, la Cartomante. È seduta sopra una grande sedia tipo poltrona, con lo schienale alto e imbottito; ci guarda dritto negli occhi, prima me, scrutandomi, poi Vanessa, con un cenno di riconoscimento. Quando il suo sguardo torna deciso su di me, mi sento sprofondare dalla vergogna. Chi me l’ha fatto fare di mettermi in questa situazione imbarazzante, e di venire da questa persona per avere chiarimenti sulla mia vita?

Sento già di essere su un piede sbagliato, in un esimo di coscienza maledico Mauro, Vanessa, l’uomo in grigio e me stessa, che mi sono lasciata trascinare in questo posto. Sono arrabbiata con il mondo intero, ma in quel momento non posso far altro che sedermi di fronte alla Cartomante, su di un sediolino lungo e scomodo, privo di braccioli e poggia schiena.

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